Ancora una volta appare evidente l'equivoco dimenarsi degli italiani che contano, mossi dalla tragedia, per poi ritornare sulla posizione originaria di indifferenza.
Conclusosi tragicamente l'ennesimo fatto di cronaca a Tor di Quinto - Roma, dopo un polverone indescrivibile, tutto torna come prima.
Purtroppo però i disagi rimangono nella loro drammaticità e non solo a Roma.
Disagi manifestati come se si trattasse di razzismo.
Si tratta soltanto di impotenza a dare aiuto a tante persone abbandonate in una condizione di degrado che non fa onore a chi vive quella condizione ma nemmeno al nostro Paese che la consente;
Si tratta di paura perchè quando fuori è buio non usciamo per evitare possibili disavventure;
Si tratta di preoccupazione per i nostri famigliari che per motivi di lavoro devono rientrare tardi a casa e finchè non arrivano si sta con una tensione che non fa certo bene;
Si tratta di sentirsi abbandonati a noi stessi, indifesi.
Si intuisce facilmente che il problema è serio e non di facile soluzione.
E' però dovere delle Istituzioni impegnarsi affinchè le persone che vivono nel nostro Paese non debbano trovarsi in quelle condizioni disumane che nei giorni scorsi televisione e giornali hanno fortemente documentato.
Se non si fa nulla per evitarlo, è nostra responsabilità se altri nostri fratelli, magari un pò meno fortunati di noi, saranno indirizzati dalle vicende della vita a fare scelte sbagliate.
lunedì 12 novembre 2007
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