Su un problema sociale si apre, arrogantemente, una speculazione politica.
Se è vero quello che sentiamo dai TG, alla Compagnia di Bandiera rimangono sessanta giorni di vita.
Alitalia è dunque un ammalato terminale.
La sua malattia è incurabile.
Esce la notizia che Air France la vuole comprare (è leggittimo per i Suoi interessi) per 2 Euro e la mancanza di altre offerte gioca contro di noi;
Esce che circa duemila dipendenti perderanno il lavoro;
Arriva la notizia che forse un gruppo, una "Cordata" di industriali italiani,
vuoi per semplice interesse, (si tratta sempre di un investimento che se ben condotto potrebbe portare adeguati compensi),
vuoi per voglia di farsi pubblicità (penso al prestiggio che avrebbe chi riuscirà a risanare una simile realtà nazionale),
vuoi per generosità e amore per la propria Nazione,
potrebbe avanzare un'offerta più vantaggiosa per la Compagnia.
Nessuna notizia fa scalpore, ne la prossima fine di Alitalia ne il possibile licenziamento di circa duemila padri di famiglia.
Quello che ha dato più fastidio, che ha offeso la dignità dei lavoratori e degli italiani tutti evidentemente è aver detto che "una cordata di industriali italiani potrebbe fare un'offerta e rilevare Alitalia".
Secondo un Ministro uscente, chi ha detto queste parole ha commesso reato di agiotaggio (previsto e punito dal codice penale).
Ecco quindi che un problema sociale di grossa dimensione e una dichiarazione, buona, anche, per il solo fatto di aver rotto la condizione di monopolio di Air France nell'acquisto di Alitalia, si trasformano in motivo di bassa speculazione politica.
sabato 29 marzo 2008
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