domenica 30 marzo 2008

Tra tutela della salute e politica: "Competenza ed Onestà intelletuale".

Mi domando se le proposte della politica sono, come dire, idee personali amplificate dai media, senza un vaglio tecnico-scientifico oppure veri programmi valutati in ogni dettaglio (fattibilità ed effetti a breve, medio, lungo termine).

A cosa è dovuta questa mia riflessione?

I nostri rappresentanti politici, bravissimi a trasmetterci la loro sicurezza in ciò che affermano, alla luce delle tante contrapposizioni sociali che molte volte costituiscono il cavallo di battaglia dei partiti politici (smaltimento dei rifiuti, inceneritori, rigassificatori, immigrazione, ecc.), sostengono di volere, destra e sinistra, l'interesse della nazione.

Mi domando e domando a chi vuole e può rispondere: il bene di una nazione e di un popolo può essere raggiunto dall'acclamazione di una folla più o meno informata, più o meno condizionata?

Vorrei ricordare, come riportato dalle Sacre Scritture, che il Procuratore Pilato chiese alla folla chi tra Gesu e Barabba doveva essere graziato per la Pasqua e la folla chiese la grazia per Barabba l'assassino, decretando la crocifissione per il Giusto.

Quindi, se la maggioranza vuole gli inceneritori come si fa a dimostrare che quella è la strada giusta?

Se invece la maggioranza decide che gli inceneritori non si devono fare chi e come può dimostrare che tale decisione sia la migliore?

Io credo che la politica nella vita di uno stato sia necessaria ed indispensabile.

Tuttavia, necessita del continuo supporto competente per ogni settore di intervento, da parte di appositi organi riconosciuti, autonomi ed indipendenti dalla politica nazionale.

Adesso, per chiudere il cerchio e dare un senzo logico a questo monologo, chiarisco che quanto sopra scaturisce principalmente da due notizie:

Una notizia relativa a riscontri di quantità di diossina nel sangue di persone molto al di sopra del limite massimo tollerato,

Un'altra notizia, proveniente dall'estero e cioè della mozzarella di bufala alla diossina rifiutata prima dalla Corea del Sud e poi anche dal Giappone.

Emergenza rientrata perchè l'Italia ha saputo dare garanzie circa i controlli e il rispetto dei limiti imposti dalla Legge.

Organismi appositi hanno dunque dato un parere vincolante, che salva il settore dalla grave crisi subito manifestata.

Organismi che con la loro certificazione rassicurano che non ci sono pericoli dal consumo delle mozzarelle di bufala proveniente dalla Campania.

Speriamo che tali organismi abbiano deciso in autonomia, in coscienza e competenza.

Se tali organismi consultivi sono "ostaggi" della politica i pareri potrebbero non essere attendibili e le conseguenze...

sabato 29 marzo 2008

Cosa sta succedendo all'Alitalia?

Su un problema sociale si apre, arrogantemente, una speculazione politica.


Se è vero quello che sentiamo dai TG, alla Compagnia di Bandiera rimangono sessanta giorni di vita.

Alitalia è dunque un ammalato terminale.

La sua malattia è incurabile.

Esce la notizia che Air France la vuole comprare (è leggittimo per i Suoi interessi) per 2 Euro e la mancanza di altre offerte gioca contro di noi;

Esce che circa duemila dipendenti perderanno il lavoro;

Arriva la notizia che forse un gruppo, una "Cordata" di industriali italiani,

vuoi per semplice interesse, (si tratta sempre di un investimento che se ben condotto potrebbe portare adeguati compensi),

vuoi per voglia di farsi pubblicità (penso al prestiggio che avrebbe chi riuscirà a risanare una simile realtà nazionale),

vuoi per generosità e amore per la propria Nazione,

potrebbe avanzare un'offerta più vantaggiosa per la Compagnia.

Nessuna notizia fa scalpore, ne la prossima fine di Alitalia ne il possibile licenziamento di circa duemila padri di famiglia.

Quello che ha dato più fastidio, che ha offeso la dignità dei lavoratori e degli italiani tutti evidentemente è aver detto che "una cordata di industriali italiani potrebbe fare un'offerta e rilevare Alitalia".

Secondo un Ministro uscente, chi ha detto queste parole ha commesso reato di agiotaggio (previsto e punito dal codice penale).

Ecco quindi che un problema sociale di grossa dimensione e una dichiarazione, buona, anche, per il solo fatto di aver rotto la condizione di monopolio di Air France nell'acquisto di Alitalia, si trasformano in motivo di bassa speculazione politica.

martedì 11 marzo 2008

Si ri-vota

Ci risiamo,
un'altra campagna elettorale, un'altra chiamata alle urne, un'altra occasione per il Popolo Sovrano di scegliere chi promuovere al difficile compito di governare un Paese in evidente forte difficoltà.

"Ci risiamo" non vuole dire però avversità a questa nuova avventura ma piuttosto coinvolgimento appassionato in una nuova competizione politica, questa volta più complessa della precedente, che boccia sul campo un sistema maggioritario evidentemente non digerito da una classe politica così variegata da poter stare insieme.
Una differenza più marcata nel Centro Sinistra che ha determinato la prematura fine della legislatura.
Una differenza anche nel Centro Destra che ha di fatto diviso quella maggioranza che per prima nella nostra storia Repubblicana ha esaurito fino in fondo il mandato quinquennale.

Sicuramente una differenza che divide anche il Popolo Sovrano.

La speranza è che questa divisione sia limitata alla competizione elettorale e subito dopo si torni a remare tutti, vincitori e vinti, nella stessa direzione, cioè verso la ripresa economica, verso la riduzione del debito pubblico (e degli enormi interessi passivi ad esso collegati), verso un'idea di pensionamento a 55 anni (perchè la vita è una sola e dobbiamo avere un pò di tempo per godercela tutti), verso la stabilità e la sicurezza del posto di lavoro (anche passando per 2 3 4 rapporti di lavoro a tempo determinato), verso città sicure (dove se vuoi uscire all 8 di sera puoi farlo senza sentire la necessità di portare una pistola in tasca), verso meccanismi che riabilitano la politica oggi così malvista, verso il rafforzamento della famiglia (riconoscendo più adeguate attenzioni in termini di detassazione e aiuti fiscali), verso una cultura di più adeguata accoglienza per chi viene a lavora nel nostro Paese nel rispetto delle regole, verso una concezione generalizzata di premiare il merito non la raccomandazione, abbiamo bisogno di ospedali amministrati da persone competenti non da raccomandati della politica, di medici qualificati, abbiamo bisogno di scuole rinnovate che diano una più adeguata preparazione in modo da poter vincere le sfide del mondo del lavoro.

Abbiamo bisogno di veder ripartire il nostro Paese.

Abbiamo bisogno di credere nel futuro.