venerdì 31 luglio 2009

Il ponte che porta al futuro.

Reggio si gioca il futuro tra Ponte e Città Metropolitana
Venerdì 31 Luglio 2009 12:10












di Peppe Caridi -

Il governo ha annunciato che tra cinque mesi inizieranno i lavori per la realizzazione del Ponte. Abbiamo chiesto cosa ne pensa al prof. Massimiliano Ferrara, presidente del corso di laurea in Scienze economiche dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e membro dell’Advisory Committee of the Indian Academy of Mathematics.
Professor Ferrara, il governo sembra sempre più convinto a mantenere l’impegno di realizzare il Ponte sullo Stretto, ma la sensazione che abbiamo è che la popolazione locale, soprattutto a Messina, non sia favorevole alla costruzione di questa grande opera. Come mai?
“E’ chiaro che la straordinaria bellezza naturalistica e paesaggistica dello Stretto ci porta ad avere un attaccamento emotivo al territorio tale da voler rifiutare aprioristicamente qualsiasi opera aggiuntiva e qualsiasi cambiamento imposto da artifizi umani, ma dobbiamo guardare al futuro: rispetto al Ponte sullo Stretto esistono due anime, quella degli innamorati dell’ambiente naturale e quella, più concreta, di chi vuole puntare allo sviluppo economico del territorio”.
Come può, il Ponte, incentivare lo sviluppo economico?
“Lo sviluppo economico è direttamente collegato allo sviluppo infrastrutturale, e l’Europa non può fare a meno della Sicilia, che è fondamentale per lo sviluppo economico del continente, a maggior ragione in quest’importante momento storico. Il mercato Cinese e quello Indiano sono in grande crescita, ed è con quelle realtà che l’Europa deve confrontarsi. Il Ponte serve all’Europa, ed è strategico perché sono 3 chilometri fondamentali all’interno del corridoio Berlino-Palermo”.
Ma oltre agli evidenti vantaggi per l’Europa, per l’Italia e per la Sicilia, più nello specifico cosa ‘ci guadagnano’ Reggio e Messina?
“Il Ponte ha una grande ricettività turistica, e rappresenta un episodio unico e straordinario, quantitativamente e storicamente, dell’erogazione di spesa pubblica. E’ quello ‘shock’ economico che serve per dare linfa importante al territorio, che è chiamato a creare un indotto intorno alla realizzazione di questa grande opera”.
C’è, però, chi dice che Reggio e Messina, con il Ponte, verranno tagliate fuori dal principale asse viario del Paese.
“Reggio e Messina verranno tagliate fuori solo se si faranno tagliare fuori. Certamente i tantissimi turisti attirati dal Ponte, non vengono a vedere il Ponte, fare una foto e andare subito via, anzi … il Ponte è un’attrazione moderna in un territorio dal grande background storico, artistico, monumentale e culturale. Quindi se i reggini e i messinesi sapranno valorizzare le grandi risorse turistiche del territorio delle due città e delle due Province, i turisti avranno modo di scoprire tutti quei favolosi tesori oggi semi-sconosciuti e poco valorizzati. Il Ponte darebbe al territorio dello Stretto quella svolta economica che serve a Reggio e Messina per crescere e svilupparsi”.
Quindi il Ponte, da solo, riuscirebbe a sollevare un territorio così depresso?
“Il Ponte non è qualcosa da considerare in modo separato e indipendente da tutto il resto: da solo non significa nulla, bisogna inquadrarlo nel sistema dello Stretto e capire come l’opera pubblica può avere dei risvolti privati. Il Ponte darebbe grandi stimoli a questo territorio, ed è una grande opportunità per tutti i settori, non solo per quello edilizio e turistico ma anche per quello della formazione e dell’università”.
Con che spirito, quindi, la popolazione dello Stretto deve vivere i prossimi mesi?
Le lamentele e le manifestazioni contro la decisione del governo, come quella prevista per l’8 agosto a Messina, sono giustificate?
“L’approccio dev’essere quello della progettualità, non quello della critica aprioristica. Le barricate, ideologiche e non solo, non servono a nulla e non fanno altro che posticipare il problema e prolungare i tempi per la realizzazione dell’opera”.
Con il Ponte sarà ancora più vicina la realizzazione dell’Area Metropolitana dello Stretto, vero?
“Il Ponte certamente potrà diventare è un’icona-simbolo dell’Area dello Stretto, quella ‘ciliegina sulla torta’ che possa unire due sistemi differenti e oggi anche per certi versi lontani (vedi i trasporti, appunto!) ma intimamente legati. La realizzazione dell’Area dello Stretto e della Città Metropolitana dello Stretto devono però prescindere dal Ponte. Una soluzione ai cavilli burocratici, costituzionali e amministrativi potrebbe essere l’istituzione di una ‘Regione Straordinaria’ per le Province di Reggio e Messina, con ampi poteri di autonomia”.
A proposito di città Metropolitana: Reggio lo è diventato pochi mesi fa. Adesso che succede?
“Reggio vive un momento storico dall’importanza eccezionale, di cui forse ancora non ci stiamo rendendo conto. Con la nascita della Città Metropolitana e la realizzazione del Ponte, potremmo vivere un futuro di grandi onori; ma anche di polveri se non sapremo cogliere al meglio le opportunità che la storia ci sta offrendo. Cosa vogliamo fare?
”Però, professore, secondo lei è concepibile che un territorio con queste ambizioni subisca l’attuale gravissima carenza infrastrutturale nel settore aeroportuale?
L’Aeroporto dello Stretto, nonostante qualche segnale di ripresa negli ultimi mesi, è in crisi nera … “Quella dell’Aeroporto dello Stretto, il Tito Minniti di Reggio Calabria, è una vera e propria emergenza. E’ fondamentale e assolutamente prioritario pianificare un progetto di veloce crescita e sviluppo dell’hub reggino, affinché diventi un punto di riferimento importante almeno per il territorio dello Stretto, che ha in questo settore un consistente bacino d’utenza se consideriamo la popolazione, i movimenti turistici e le potenzialità in ottica Ponte e Città Metropolitana delle Province di Reggio e Messina”.

venerdì 3 luglio 2009

Il "golpe anticostituzionale" che non c'è.

Documento 1


Tripodi (Pdci): "Commissariamento Sanità calabrese è golpe anticostituzionale"


Martedì 30 Giugno 2009 18:39

“Quello che si sta perpetrando nei confronti della Calabria un vero e proprio golpe anticostituzionale”.

A riferirlo, in una nota, Michelangelo Tripodi, segretario regionale del PdCI e assessore regionale all’Urbanistica e Governo del Territorio, in riferimento alla preannunciata ipotesi di commissariamento della sanità calabrese da parte del governo centrale. “Un provvedimento senza precedenti – spiega Tripodi – scorretto e punitivo che contrasta con quelli che sono i principi democratici e costituzionali della nostra Repubblica.

Il governo Berlusconi, infatti, usa l’arma del commissariamento della sanità per commissariare l’intera Calabria solo per scopi politici e per obiettivi elettorali.

Una lotta di potere iniziata durante la campagna delle recenti amministrative e che prosegue in vista delle regionali del prossimo anno”. “Berlusconi e il centrodestra stanno giocando sulla pelle, sulla salute dei cittadini calabresi – prosegue il segretario regionale del PdCI –. Sulle fasce più deboli della popolazione che hanno il diritto di poter contare su un servizio pubblico efficiente ed efficace. Con il commissariamento, in poche parole, si vuole azzerare il sacrosanto diritto alla salute dei cittadini calabresi sancito dalla Costituzione e che indica nelle regioni le uniche istituzioni competenti a programmare e gestire il sistema sanità”. “Berlusconi e i suoi sodali del Pdl – afferma ancora Tripodi – dovrebbero aver ben presente che a causare il pauroso buco nella sanità calabrese è stata proprio la precedente giunta di centrodestra.

A pagare il prezzo dovrebbe essere quindi chi ha causato il deficit, altro che commissariare la sanità facendo ricadere le responsabilità sulla attuale giunta di centrosinistra che ha avuto il merito di far emergere quanto di disastroso è stato fatto e che ha approntato un piano di rientro ritenuto valido anche dalla Corte dei Conti”. “Siamo quindi alle solite – precisa il segretario regionale del PdCI – il governo Berlusconi vuole penalizzare la Calabria e i calabresi e, preoccupato del risultato estremamente positivo che il centrosinistra ha ottenuto alle ultime amministrative, usa le armi più subdole per prepararsi alle regionali del 2010. Gestire la sanità, infatti, significherebbe poter contare su un settore nevralgico dell’economia calabrese, dove la politica del clientelismo tipica del centrodestra la farebbe da padrona causando nuovi sfasci e gravi ripercussioni sul tessuto socio-assistenziale”.

“La linea che deve prevalere – conclude Tripodi – è quella indicata dalla Giunta e dal Consiglio regionale.

E’ stato messo a punto un piano di rientro che va rispettato, così come vanno rispettati quelli che sono i sacrosanti principi dettati dalla nostra Costituzione.

La Calabria non è terra di nessuno e chi intende colonizzarla ha proprio sbagliato pagina perché dovrà fare i conti con il centrosinistra che la sta governando e con l’opinione pubblica calabrese.

Un’opinione pubblica sempre più stanca e amareggiata, sempre più scippata e offesa da un governo centrale che ormai ha perso ogni dignità, sotto il colpevole silenzio dei parlamentari del centrodestra calabrese asserviti come non mai alla sete di potere di Berlusconi a capo di un governo che continua a togliere senza alcuna remora risorse alle regioni più deboli per dirottarle in quelle più ricche del centro-nord”.

(fonte: Strill.it)

Documento 2 -

Rao (Pdl): "Onorevole Tripodi, i Calabresi si informano..."


Venerdì 03 Luglio 2009 07:59

Ho letto con interesse e curiosità la nota dell’On. Michelangelo Tripodi, Segretario Regionale del PdCI e Assessore Regionale all’Urbanistica e Governo del Territorio, da Voi pubblicata con data 30 Giugno 2009 18:39. Ho letto con interesse e curiosità perché l’Assessore parla di “golpe anticostituzionale” ai danni della nostra Regione Calabria ad opera del Governo centrale (Berlusconi) del quale sono militante e sostenitore.

E’ una fortuna che abbia letto con interesse e curiosità, infatti dopo una veloce ricerca ho riscontrato che il Governo “golpista” non fa altro che applicare quanto previsto dal disposto del comma 1 e comma 2, art. 4 del Decreto legge 1 Ottobre 2007, n. 159, firmato da Prodi (Presidente del Consiglio), Padoa Schioppa (Ministro dell’Economia e delle Finanze) con il visto del Guardasigilli Mastella, è per meglio dire,

(comma 1) verificata in apposita sede, come previsto dalla legge, la condizione di dissesto, intima alla Regione di provvedere entro 15 giorni attraverso la preparazione di un piano di rientro valido.

(comma 2) In mancanza di una valido piano di rientro si procede con la nomina di un Commissario (come si fa, senza scandalo, per i Comuni sciolti a vario titolo).

Visto che il Governo applica una Legge varata dal Governo nel quale sedeva anche la rappresentanza Nazionale dell’Assessore Tripodi, (questo però non si dice) mi domando di cosa parliamo.

Mi domando se l’On. Tripodi, quando finisce di contare i soldi che percepisce come stipendio dalla Regione Calabria fa in tempo a guardarsi intorno e vedere quanti calabresi per curarsi devono andare al nord, quanti calabresi si rivolgono al SSN per una prestazione e vengono dirottati verso strutture private, dove il più delle volte devono pagare le prestazioni di tasca propria, mi domando se l’On. Tripodi sia mai andato negli ospedali al nord ed abbia avuto modo di incontrare Calabresi, Professori eccellenti, allontanati dalla nostra regione chissà da chi o da che cosa.

Questi sono fatti gravi, Onorevole, le sofferenze su sofferenze dei calabresi non il commissariamento di un ente che non funziona.

Forse l’On. Tripodi l’ha sparata così, come gli è venuta, convinto che i Calabresi non vanno a fare ricerche sulle normative di riferimento, convinto che ai calabresi la puoi raccontare come ti pare che tanto abboccano.

Forse una volta, On. Tripodi, i tempi stanno cambiando e il calo di preferenze della Vostra parte politica sono la prova.

Confidando in un futuro migliore, porgo

Distinti Saluti
Giuseppe Rao

Popolo della Libertà - Melicucco

Strill.it

Documento 3 -


Michelangelo Tripodi risponde a Rao: "E' un povero scriba"


Venerdì 03 Luglio 2009 21:22

Di seguito la lettera che l'assessore regionale all'Urbanistica, nonchè segretario regionale del Pdci, Michelangelo Tripodi, ha inviato a strill.it, in risposta ad una missiva inviatacia dall'esponente del Pdl, Giuseppe Rao:

Gentilissimo Direttore, leggo su Strill.it un'animosa lettera di tale Giuseppe Rao del PDL, che non ho il piacere di conoscere e del quale inutile mi sembra ogni qualsivoglia conoscenza.

Vorrebbe questa lettera dimostrare grandi qualità esegetiche dell’epistolante. Questo, però, solo nelle intenzioni, nelle buone intenzioni di cui, come si sa, è lastricato anche l’inferno.

Ma, nei fatti, egli si qualifica come un povero scriba, che legge e non capisce quello che legge.

E così lettera e sostanza del decreto di cui si fa parola vengono stravolti.

Non sono io soltanto a sostenerlo, ma è lo stesso Vasco Errani, Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni, a sostenerlo in una lettera inviata a Silvio Belusconi dove papale papale definisce come “ abnorme” la procedura per il commissariamento della Sanità in Calabria.

Vale la pena di aprire una discussione con il signor Rao? Mi sembra proprio di no.

A lui non importa nulla né della sanità né tanto meno dei calabresi che vanno a curarsi fuori dalla Regione.

A lui importa trarre a pretesto la condizione della Sanità in Calabria per scagliare un virulento e, al tempo stesso, impotente attacco contro la mia persona. E, poiché contro la mia persona non trova nulla da dire, fantastica che tutto il giorno impegno il mio tempo a contare i soldi dello stipendio, percepito per la mia attività istituzionale.

Faccio ben altro durante la mia giornata, come sanno i calabresi onesti e attenti, che non a caso con il loro voto hanno fatto sì che sia stato il più votato della mia lista nella circoscrizione Sud nelle recenti elezioni europee.

Ma non c’è peggiore sordo di chi non vuol sentire. E peggiore tonto di chi non vuol capire. C’è, poi, il caso inguaribile di chi nasce tonto ed è destinato a morire tonto. Capace anche di fare arrossire il computer su cui scrive.

Chissà se su ispirazione dei cani da guardia di un premier che sorride parimenti alle escort e di fronte alle bare abruzzesi, cioè di coloro che vogliono clientelizzare la Sanità per conquistare la Calabria.
MICHELANGELO TRIPODI

(fonte: Strill.it)

Documento 4 -


Reggio: Giuseppe Rao risponde a Michelangelo Tripodi


Sabato 04 Luglio 2009 09:14
La risposta dell'On. Tripodi a me indirizzata è assolutamente legittima, forse un po’aspra, ma sicuramente legittima.

Sono contento che l'Onorevole mi abbia dedicato un po’ del Suo tempo per replicarealla mia lettera.

Ammetto serenamente i mie limiti e le mie difficoltà senza, tuttavia, scadere tanto da far diventare rosso il mio computer.

Serenamente saluto l'Onorevole Michelangelo Tripodi e gli auguro buon lavoro al servizio della Calabria e dei calabresi.

Nello stesso tempo, sento la necessità di dirgli, visto che Lui stesso dice di non conoscermi, che non può sapere se mi interessa o no dei calabresi che vanno a curarsi fuori regione, come sicuramente non sa che la mia famiglia ha vissuto diverse volte questo dramma.

Il dramma di avere la madre bisognosa di delicati interventi chirurgici che in questa nostra bellissima regione non è stato possibile fare, cosa che ci ha costretto a rivolgerci, per un primo delicato intervento ad un ospedale in Gattinara provincia di Vercelli e per un secondo intervento, ancora più delicato, al Sant’Orsola di Malpighidi Bologna.

Le mie, Onorevole, non sono invenzioni o frasi di circostanza ma esperienze vissute sulla pelle.

Se la mia testimonianza non è sufficiente a sostenere che la sanità in Calabria è gravemente malata, possiamo rivedere la trasmissione televisiva “report” che tanto dettagliatamente ha documentato la situazione della sanità in Calabria e nella nostraPiana di Gioia Tauro.

Senza alcun rancore, dunque, ma solo tanto spirito critico e voglia di partecipare allo svolgimento della vita sociale della nostra Regione, se non è troppo disturbo.

Cordiali saluti Giuseppe Rao